10.06.2011 La Storia cambia la Storia

mauro_2009Le verità e le considerazioni storiche cambiano con il passare del tempo, come purtroppo le cronache degli anni ’90, hanno cambiato la Storia politica d’Italia. Cambiamenti giudiziari ma anche cambi di pelle come il PDS, l’ex PCI, e le sue successive evoluzioni, per potersi inserire ufficialmente alla candidatura per governare l’Italia. Così nel corso della Storia c’è chi ha voluto “vedere” in Leopardi un maniaco o chi ha voluto “vedere” in Garibaldi un “assetato” della guerra, ma solo pochi anni prima, un’anonima Silvia era solo la destinataria di una poesia e Garibaldi era il promotore dell’unità d’Italia. Purtroppo la Politica ci ha sempre “usato”, ricordo quando a metà degli anni ’60 iniziò a girare nei licei il nome di Ludovico  Geymonat, filosofo, matematico e epistemologo italiano, uno tra più importanti del Novecento ma anche interprete della filosofia contemporanea, politicamente vicino inizialmente al Partito Comunista Italiano, da cui si allontanò poi per aderire a Democrazia Proletaria e successivamente ai movimenti che diedero vita al Partito della Rifondazione Comunista.

L’andamento italiano della Politica, fin dal 1946 fu quello di mostrare una Repubblica che esaltasse, come dire, le aree di centrodestra e si riconoscesse nella Cristianità e “nascondesse”, o meglio, offuscasse i partiti di sinistra come i Comunisti e Socialisti. Eppure i fondatori di Sinistra della Repubblica italiana furono i primi a “perdonare”, prima “nascondendo” la verità sulla morte di Mussolini e sul suo autore che nella notte tra il 27 e il 28 aprile1945, affermò, che ricevette dal generale Raffaele Cadorna l'ordine di uccidere Mussolini. Si trattava comunque di un ordine che contraddiceva le clausole dell'armistizio di Cassibile e gli accordi sottoscritti dal CLNAI, secondo i quali Mussolini doveva essere consegnato vivo agli Alleati. Eppure il colonnello Valerio Giustiziò sia Mussolini sia la Petacci per poi essere  “premiato” con l’elezione a deputato. È chiaro che queste sono considerazioni storiche basate con il senno del poi. Il secondo perdono fu L'amnistia Togliatti che fu un provvedimento di condono delle pene proposto dall'allora Ministro di Grazia e Giustizia Palmiro Togliatti, approvato dal governo italiano, promulgata con D.P.R. 22 giugno1946, n.4. L'amnistia comprendeva i reati comuni e politici, compresi quelli di collaborazionismo con il nemico e reati annessi ivi compreso il concorso in omicidio, pene allora punibili fino ad un massimo di cinque anni, i reati commessi al Sud dopo l'8 settembre1943 e l'inizio dell'occupazione militare alleata al Centro e al Nord. Lo scopo era la pacificazione nazionale dopo gli anni della guerra civile ma vi furono polemiche sulla sua estensione, tanto che il 2 luglio1946Togliatti con l'emanazione della circolare n. 9796/110, raccomandò interpretazioni restrittive nella concessione del beneficio. Togliatti sviluppò il provvedimento senza coinvolgere la direzione del Partito Comunista Italiano né i suoi più stretti collaboratori. Qualcuno sostenne che Togliatti fu indotto dalla burocrazia del Ministero di Grazia e Giustizia a firmare un atto dalle formule ambigue che sarebbe poi potute essere interpretato in senso più esteso. Adesso la Federazione della Sinistra e Sinistra Ecologia e Libertà, a distanza di 65 anni, hanno manifestato il loro dissenso per la partecipazione alla cerimonia del 2 Giugno u.s. del gonfalone della X Mas. Mi sembra eccessivo, i morti sono morti e sarebbe un gesto nobile “perdonare” e non radicalizzarsi su vicende vecchie e stantie che appaiono strumentali. E voi sapete che chi scrive è un nostalgico della vera sinistra. Altra cosa è la vicenda di vietare, al PD i banchetti in Piazza per il referendum del 12 e 13 giugno, divieto motivato con la presenza di una manifestazione sportiva. Possibile che non si sia trovato un posto? Possibile che le forze politiche di centrodestra devono apparire più radicali dei radicali?

Ultimo aggiornamento (Sabato 11 Giugno 2011 11:06)

 
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