Anzio emergenza criminalità, il comune è secondo nel Lazio per casi di criminalità

Anzio
piazza_piaAd Anzio un primato di cui gli abitanti farebbero volentieri a meno: la cittadina neroniana  è ai vertici della classifica fra le città più criminalizzate del Lazio. La Commissione Sicurezza del Comune di Anzio, nella sua più recente riunione, ha preso atto della gravissima situazione  proponendo alcuni provvedimenti d’urgenza  la fattibilità dei più efficaci dei quali andrà verificata alla luce delle disponibilità di bilancio. Il  degrado porta alla criminalità e la criminalità porta degrado e non è certamente l’analisi degli effetti che porterà alla determinazione  di contromisure efficaci. La Commissione in modo a dir poco superficiale si è subito premurata di elencare palliativi e fumo negli occhi per gli anziati ansiosi e preoccupati...
Si è parlato dei “nonni vigili” di “Carabinieri in pensione”, una specie di lotta della terza età che serve solo a far perdere di vista la gravità del problema. Si è parlato delle solite telecamere come se negli anni 2000 la lotta al crimine non possa più avvenire senza il controllo delle celle telefoniche e dei filmati delle telecamere. E’ certo che la criminalità è un fenomeno sociale multistrato; è evidente che esiste un  livello  su  cui un’entità comunale può condurre un contrasto  diretto ed efficace ed un altro su cui l’autorità locale può solo esercitare un’attività di supporto all’azione  di contrasto centralizzata. E’ scontato che  al Comune di Anzio non si può attribuire la responsabilità della lotta alla Ndrangheta o alla  Camorra ma  all’amministrazione comunale deve certamente  essere attribuita la responsabilità del contrasto ai mille rivoli di azione criminale che si esplicano localmente e che localmente producono ricchezza anche per le grandi organizzazioni mafiose. A livello  locale si deve attribuire all’amministrazione comunale la responsabilità del controllo  del territorio, elemento fondamentale di qualsiasi lotta di qualsiasi genere a qualsiasi tipo di criminalità. E quando parlo di livello locale  mi riferisco ad esso in termini innanzi tutto amministrativi  mentre ritengo che, a livello essenzialmente criminale le responsabilità spettano  alla locale Compagnia dell’Arma, al Commissariato della  Polizia di Stato ed alla Guardia di Finanza. Non  mi aspetto che la Polizia Locale di Anzio, con i suoi Agenti quasi tutti prossimi alla pensione, possa far uscire Anzio dalle morse tentacolari di fenomeni criminali. Quindi ad ognuno le proprie responsabilità  e che ognuno faccia il proprio mestiere e lo faccia  bene  e di lavoro il Comune di Anzio ne potrebbe fare molto ed utile. Innanzi tutto venga riorganizzato il Corpo della Polizia Locale. Si dia incarico ad un brillante comandante  che abbia esperienza nell’attività di contrasto al crimine e  si ristrutturi e si potenzi l’intero servizio di polizia municipale. Poi il Comune deve fare quello che compete al suo ruolo istituzionale  per quanto riguarda l’aspetto della sicurezza e dell’ambiente e cioè il sistematico controllo del territorio. Nel Comune di Anzio abitano  in permanenza senza risiedervi legalmente  centinaia di persone  che dovrebbero spiegare la ragione della loro permanenza nell’ambito comunale e quali siano i loro mezzi di sostentamento. Nel Comune di Anzio esistono centinaia di cittadini extracomunitari clandestini  i quali dovrebbero spiegare le   ragioni della loro presenza nel territorio comunale ed in quale modo essi provvedono ai propri bisogni. E’ statisticamente provato che un’alta percentuale di cittadini stranieri è dedita al crimine se è vero, come è vero, che nelle patrie galere alloggiano circa il 36% di stranieri in buona parte comunitari a fronte una percentuale di presenze, a livello nazionale, di circa il  7%  della popolazione.  Nel  fare questo controllo  a tappeto naturalmente si verifichino  anche  le condizioni di alloggio e la legalità di tali condizioni come si verifichi anche  se gli abitanti assolvano ai doveri di cittadini per quanto attiene all’attuazione della raccolta differenziata oppure alle norme del codice della strada se possessori di un veicolo.  Si facciano blocchi stradali per verificare  chi transita  sul nostro territorio: i criminali non si combattono appioppando multe per divieto di sosta alla signora che era entrata in un negozio 5 minuti prima. Si chiama azione di polizia amministrativa ed è di competenza comunale  e per  porla in atto non serve assolutamente a niente “assegnare al servizio  un vigile (è stato fatto un nome specifico, n.d.r.)  che si occupi del monitoraggio del territorio” come ha richiesto la Commissione. Sa tanto della solita azione da dilettanti impreparati che va certamente  coniugata insieme alle videocamere ed ai vecchietti con la fascia da vigilantes.  La Mafia è certamente presente in qualche forma sul nostro territorio e certamente  l’attività immobiliare non ne è esente come non può esserne esente il traffico della droga, lo ha anche affermato il vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia Fava  in un recente convegno  nella nostra zona, ma Anzio è diventata, innanzi tutto,  una città ad alto tasso di criminalità comune: quella che si annida  specialmente in alcuni complessi abitativi di Lavinio; quella che ha sfondato l’ingresso dello Zodiaco per asportarne il bancomat, quella che  assale e deruba giornalmente decine di appartamenti; quella che ha rapinato  il Cup di Villa Albani, che coltiva spavaldamente cannabis in casa o che viene sorpresa a caricare grandi quantità di merce rubata. Un attivo coordinamento deve essere messo in atto con i responsabili  locali delle forze di polizia per fare fronte comune contro i vari livelli di criminalità ma i responsabili del  Comune di Anzio devono  innanzi tutto comprendere che  è molto più efficace prevenire il crimine che combatterlo e che con l’opera di prevenzione l’ente amministrativo ha un ruolo fondamentale sia di contrasto diretto sia di supporto all’azione delle polizie nazionali. Quando il comune fallisce nascono le situazioni incresciose in cui i cittadini vogliono sostituirsi alle istituzioni e alcuni esempi attuali sono significativi nella nostra regione. Se le cose stanno così si tratta di una vera e propria emergenza sicurezza e le emergenze hanno sempre bisogno di reazioni eccezionali delle quali sinora non si vede nemmeno un accenno.
Sergio Franchi

Ultimo aggiornamento (Venerdì 27 Febbraio 2015 10:28)

 
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