Anzio, continuano gli sforzi per salvare la Pineta Gallinara. Incontro Comune Regione

Anzio
lavinioE’ la politica dei piccoli passi quella che  si sta  portando avanti nell’azione  per salvare la pineta della Gallinara al Lido dei Pini. Piccoli passi che si fanno, però,  sempre più concreti e visibili da parte dei cittadini delusi da anni di abbandono e da atti di menefreghismo;  l’ultimo dei quali è stato quello della concessione per l’occupazione di suolo pubblico da parte delle giostre durante la scorsa estate. Una decisione presa contro il parere dell’Assessorato all’Ambiente a cui spettano le decisioni relative alla tutela dell’ambiente e dell’igiene del Comune di Anzio...
Una politica dei piccoli passi che è il frutto di quella sinergia che dovrebbe realizzarsi in tutti le amministrazioni comunali specialmente quelle dei piccoli centri come Anzio e cioè la collaborazione fra istituzione locale e cittadini nel rispetto dei reciproci ruoli e cioè di chi delibera e decide e di chi propone e collabora a realizzare. E’ un modo di lavorare insieme  che trova applicazione  in tantissime entità locali di paesi avanzati come quelli del centro e nord Europa e che, nel nostro Paese, trova spesso molti ostacoli nella politicizzazione delle realtà associative che, troppe volte, perdono di vista le ragioni operative per privilegiare le motivazioni di parte. Nel caso del gruppo che si è creato per salvare la pineta della Gallinara è preclusa qualsiasi motivazione di parte politica: lo scopo è salvare una pineta che sta lentamente morendo e chiunque voglia contribuire a salvarla è benvenuto. La responsabilità dell’intervento fitosanitario su un bene naturale, come la pineta della Gallinara, è devoluta alla Regione Lazio che ha il compito di intervenire e di prescrivere protocolli curativi e di ordinare interventi in difesa del patrimonio verde e  della sicurezza della popolazione. Al Comune di Anzio spetta l’onere di attuare le prescrizioni e di mettere in atto le procedure attuative. Un rimpallo che si è consumato in oltre cinque anni, che è costato circa un centinaio di pini e che ha portato ad una mutilazione della pineta che sarà molto difficile sanare. E’ noto che l’aggressione alle specie arboree italiane si è molto intensificata nell’ultimo decennio e che, in molti casi, si tratta di battaglie vinte dal solito coleottero clandestino e famelico che viene da lontano. Esistono anche battaglie vinte attraverso interventi mirati,  professionalmente e caparbiamente condotti: certamente il coleottero di turno ha la meglio nei casi in cui Regioni, Comuni, Comunità Montane e Consorzi vari si rimpallano responsabilità oppure perdono il tempo in periodici ed inutili sopralluoghi fine a se stessi. Nel nostro caso sembra che il tempo dei rimpalli sia terminato il 18 febbraio quando, dopo una unanime votazione del Consiglio Comunale, un ribadito impegno del Sindaco e su richiesta del Comune di Anzio, ha avuto luogo un incontro formale fra la dirigenza dell’Assessorato all’Ambiente e la dirigenza del Servizio Fitosanitario della Regione Lazio con all’ordine del giorno: Intervento per salvare la pineta della Gallinara. La consistenza della riunione mi era stata ribadita, nella sua fase preparatoria, da un funzionario del Servizio Fitosanitario della Regione Lazio, il Dr. Armando de Cristoforo, il quale aveva precedentemente giustificato il rinvio della stessa con la necessità di “mettere intorno al tavolo le persone giuste per portare avanti un programma affettivo”. La professionalità indiscussa del Dr. De Cristoforo, unita al lavoro ed alla passione del  Funzionario Direttivo Vincenzo Dacunzo,  dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Anzio che ha richiesto e sollecitato l’incontro, hanno trovato un esito positivo nella riunione del 18 febbraio. Certo è un bicchiere mezzo vuoto se si considera che le ultime consolidate previsioni parlavano di  interventi da porre in atto nel mese di gennaio di quest’anno; ma la burocrazia di questo paese e la staticità delle sue istituzioni costringono alla speranza ad ogni piccolo segno di progresso. Che cosa è stato deciso nella riunione Comune-Regione? Il Comune di Anzio ha proposto la costituzione di quella conferenza di servizi che era stata auspicata dal Sindaco Bruschini nel famoso Consiglio Comunale a fronte dell’interpellanza e della pressione del Consigliere Bernardone. La conferenza di servizi dovrebbe aver luogo a fine marzo ed ad essa dovrebbero partecipare gli enti ed i migliori istituti di ricerca al fine di istituire un tavolo di lavoro permanente per mettere in campo quanto di meglio si può fare per salvaguardare tutta l’area della pineta sia pubblica che privata. La proposta del Comune di Anzio è stata accettata dall’ufficio regionale ed  è stata verbalizzata per  assumere quindi il carattere dell’esecutività. I rappresentanti della Regione hanno dichiarato di aver già individuato gli istituti da coinvolgere e confermato che è stato già predisposto ed è operante un piano di monitoraggio e di azione sistematica in attesa delle ulteriori decisioni che verranno prese dalla conferenza dei servizi. Gli oneri dell’operazione verranno sostenuti dal Comune di Anzio. E’ stato richiesto che alla conferenza di servizi sieda anche un rappresentante  del Gruppo Operativo Salviamo la Pineta. Il compito del cronista è quello di dare notizie separandole dal commento. Quindi la notizia è di segno positivo e rappresenta un altro piccolo passo nella giusta direzione, quella di ricostituire quel patrimonio naturale che nel 2014  oltre duemila persone hanno eletto come proprio “luogo del cuore”, che migliaia di cittadini attendono di poter tornare ad utilizzare e che tantissimi amanti della natura vorrebbero veder tornare alla rigogliosità di una volta. Il commento è la parte vuota del bicchiere. Abbiamo atteso inutilmente cinque anni, è stata necessaria una mobilitazione di cittadini per richiamare l’attenzione di una politica insensibile e di un’amministrazione  spesso ad altre faccende affaccendata. Ora non resta che dar corso in modo efficace e rapido alle decisioni prese. E’ auspicabile che si proceda subito a recintare il parco pubblico allo stesso modo con cui è stata recintata la pineta privata e ciò per raggiungere il duplice scopo di concedere agli alberi un periodo di riposo preservandoli da azioni esterne  e di permettere l’eventuale uso di sostanze di sintesi che sarebbe impossibile somministrare in zone aperte al pubblico. Continueremo a seguire l’evoluzione delle decisioni prese e manterremo informati sia i nostri lettori sia i cittadini del Lido dei Pini.
Sergio Franchi

Ultimo aggiornamento (Venerdì 27 Febbraio 2015 10:24)

 
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